L’EDIZIONE 2026
“Nessiah” in ebraico significa viaggio. Non solo spostamento fisico, ma cammino interiore, ricerca di senso, attraversamento di luoghi, storie, identità. È a partire da questa visione che, da trent’anni, il Festival Nessiah propone in Toscana un itinerario culturale che attraversa le molteplici forme dell’espressione ebraica contemporanea: musica, teatro, parola, arte e memoria.
Per la sua edizione del trentennale, Nessiah guarda al mondo della scienza, e sceglie di farlo attraverso una figura che ha saputo tenere insieme rigore intellettuale, curiosità instancabile e libertà di pensiero: Rita Levi-Montalcini. Il 2026 celebra il 40° anniversario del suo Premio Nobel per la Medicina, ricevuto a Stoccolma il 10 dicembre 1986 insieme a Stanley Cohen per la scoperta del fattore di crescita nervoso.
Esclusa dall’università dalle leggi razziali, Rita Levi-Montalcini costruì con mezzi minimi e determinazione assoluta una delle scoperte più importanti della biologia del Novecento. Attraversò il secolo restando sempre fedele a un’idea: che la curiosità e la ricerca della verità sono, in fondo, una forma di libertà. “Il corpo fa quel che vuole, io faccio quel che voglio io”, diceva di sé: una frase che è insieme sfida e programma di vita.
Dal 22 novembre al 15 dicembre, tra Pisa e Cascina, Nessiah 2026 propone un percorso in dieci tappe in cui concerti, spettacoli, incontri e proiezioni costruiscono una narrazione condivisa attorno a tre assi:
Ritratto di Rita: la scienziata raccontata da più punti di vista. Il cinema, con il regista Alberto Negrin. Il teatro, con Rita, la nuova drammaturgia commissionata dal festival ad Annick Emdin. La memoria di famiglia, con la nipote Piera Levi-Montalcini. Infine le sue stesse parole, con il reading da Elogio dell’imperfezione.
Scienza ed ebraismo, una relazione antica: da Maimonide a Freud ed Einstein, una storia lunga e non priva di tensioni. Il Golem di Praga, creatura nata dal sapere del rabbino Loew, pone domande che oggi suonano attualissime. E con Emilio Segrè e i ragazzi di via Panisperna, la fisica del Novecento si intreccia con l’amicizia, l’amore e l’esilio.
Le voci della musica ebraica: il canto popolare in ebraico, yiddish e ladino; il clarinetto che dialoga con l’elettronica sulle tracce dell’antico canto cantoriale; il coro che accompagna la narrazione. E, il 10 dicembre, l’accensione pubblica del settimo lume di Chanukkah in sinagoga, nello stesso giorno in cui, quarant’anni fa, Rita Levi-Montalcini riceveva il Nobel.
Officina dei Transiti, curatrice del festival, propone anche quest’anno un programma che unisce voci autorevoli e nuove proposte artistiche, con uno sguardo attento alla partecipazione, all’inclusione e alla diffusione della conoscenza, secondo lo spirito che da sempre anima Nessiah.
A trent’anni dalla sua nascita, Nessiah rinnova il proprio invito: indagare la complessità, costruire ponti tra saperi diversi, fare della cultura ebraica un laboratorio di dialogo civile e creativo. Questa volta, con lo sguardo rivolto alla scienza come frontiera di libertà.
PROGRAMMA
novembre 2026
dicembre 2026