11dic21:00INCENDIOSPETTACOLO TEATRALE21:00 Teatro Nuovo

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Incendio è un viaggio teatrale nella mente, nei ricordi e nelle visioni di Elias Canetti, scrittore, antropologo del potere,
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Incendio è un viaggio teatrale nella mente, nei ricordi e nelle visioni di Elias Canetti, scrittore, antropologo del potere, Premio Nobel per la Letteratura, e testimone lucido del XX secolo. Un’opera che attraversa, con forza poetica e intensità emotiva, la traiettoria biografica e intellettuale di una delle figure più complesse e profetiche del pensiero mitteleuropeo.
Lo spettacolo segue la linea franta della memoria: Canetti, ormai anziano, si ritrova in una sorta di sogno veggente, abitato dai fantasmi del proprio passato. La scena è un archivio mentale, una biblioteca viva, dove si affollano immagini, dialoghi interiori, frammenti, presenze. Dall’infanzia a Rustschuk, sulle rive del Danubio, crocevia di lingue e culture, fino all’esilio a Londra; dal collegio svizzero all’ebollizione dei caffè letterari di Vienna e Berlino tra le due guerre; dai conflitti familiari al pensiero radicale sulle masse e sulla metamorfosi, l’io di Canetti si frammenta e si ricompone attraverso il teatro. Al centro di questa indagine emotiva e intellettuale si staglia la figura della madre, interlocutrice ossessiva, ispiratrice e antagonista, in un duetto verbale che mescola amore, ribellione e nostalgia. Attorno a loro, emergono e scompaiono figure della cultura e dell’arte novecentesca: gli scrittori incontrati o letti (Karl Kraus, Musil, Broch), le donne amate, gli spiriti della storia, in un mosaico visionario e mutevole.
Incendio è anche il racconto di un’epoca attraversata dal fuoco: fuoco delle ideologie, dei totalitarismi, dei roghi reali e simbolici. Canetti osserva, decifra e anticipa. Il suo pensiero sulla massa, sulla parola, sul potere – e sulla trasformazione come unica via di sopravvivenza – risuona oggi con straordinaria urgenza.
Nella drammaturgia, la parola scritta diventa corpo, tensione, ritmo, musica mentale. La scena è essenziale, evocativa, capace di trasformarsi di continuo: biblioteca, campo di battaglia interiore, spazio di metamorfosi. Il linguaggio teatrale, tra narrazione, azione scenica e immaginazione visiva, dà voce a un autore che ha vissuto la propria vita come una testimonianza solitaria contro l’oblio. E come ogni biblioteca che custodisce verità brucianti, anche questa, nel finale, rischia di prendere fuoco.
di
Annick Emdin
con
Silvia Lazzeri e Francesco Pelosini
Regia
Annick Emdin e Carlo Scorrano
Una produzione
Binario Vivo